J.G.Fichte

Principi della "Dottrina della scienza"
Lo sviluppo dell'IO

 

1) L'Io pone se stesso

L'Io ("Io puro") è la realtà originaria, è attività spirituale infinita che si pone (si crea) ed è a fondamento di tutto (Idealismo soggettivo). Caratteristica fondamentale dell'Io è il suo essere attivo, in continuo movimento. Ma per essere attivo l'Io ha bisogno di superare degli ostacoli, dei limiti . Da dove gli provengono? Non da una realtà esterna all'Io (in questo caso si cadrebbe nel dualismo), ma dall'Io stesso che, nella sua assolutezza, nella sua infinita natura, è capace di crearsi quei limiti ("Non-Io") superando i quali può esplicare la sua natura (che è attività) . Quindi:

2) L'Io pone se stesso come Non-Io

L'Io oppone a sé un Non-Io, ovvero L'Io (lo Spirito) crea le cose (per sé) = l'Io crea i propri contenuti conoscitivi. Come? Attraverso una capacità creativa: l' "immaginazione produttiva". L'Io, attraverso l'immaginazione crea "immagini"(contenuti di conoscenza), indipendentemente dagli oggetti. Però questa capacità è inconscia. L'uomo crea i suoi contenuti di conoscenza inconsciamente: è per questo che l'uomo comune (e il filosofo tradizionale) è un "realista" (cioè ritiene che i contenuti di conoscenza provengano da una realtà esterna a lui), perché non ha colto questa attività produttiva dell'IO e crede che i contenuti gli derivino da una realtà esterna. Solo il filosofo (il filosofo idealista), attraverso un'astrazione assoluta, coglie questo momento creativo.

3) L'Io e il Non-Io si limitano reciprocamente

L'Io Assoluto, per essere se stesso, (per affermarsi come attività) deve quindi porsi e superare i limiti. Ma, in quanto tale (assoluto= sciolto dai limiti) nella sua assolutezza non può tollerare limiti. Allora sarà costretto a frantumarsi, a dividersi in tanti "io empirici" (singoli individui) i quali saranno nella condizione di superare i vari limiti (i "non-io empirici, le cose). Il superamento dei limiti avverrà a livello dei singoli "io": saranno i singoli individui a superare i limiti e a consentire così allo spirito di esplicare la propria attività. Fichte intende in questo modo spiegare così come hanno origine i vari "io empirici" (le singole coscienze ) e i vari "non - io empirici (le singole cose).


N.B.: Il processo è discensivo (va dal Principio primo agli Io finiti). Nella "Dottrina della Scienza" Fichte presenta anche un processo ascensivo che, partendo dall'Io finito, giunge all'Io puro